Brindisi - È stata inaugurata, con successo di pubblico e consensi culturali, nelle sale del Bastione San Giacomo di Brindisi, con il coordinamento scientifico di Pierfranco Bruni (Responsabile del Progetto Etnie del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Mostra Nazionale sulla Cultura degli Italo – Albanesi nel Regno di Napoli su: “La Cultura Arbereshe. La memoria, I Luoghi, Le voci, I segni nel cuore del Mediterraneo”. Alla serata di presentazione, coordinata da Carmen De Stasio, Presidente dell’Associazione Culturale “Via Media”, sono intervenuti, tra gli altri, l’Assessore Comunale Paolo Chiantera, Roberto Burano, Vice presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”, Micol Bruni, Presidente dell’Istituto di Ricerca per l’Arte e la Letteratura e Maurizio Marinazzo, architetto e dirigente Beni Monumentali del Comune di Brindisi. La inaugurazione è stata preceduta da un Convegno che ha trattato elementi riferiti al rapporto tra presenze minoritarie e Mediterraneo. Infatti intorno alle culture del mediterraneo si sono intrecciati modelli culturali e antropologici come il rito, la tradizione, la letteratura, le arti.
La relazione sul tema della mostra è stata svolta, infatti, da Pierfranco Bruni, che ha illustrato le motivazioni del percorso espositivo sviluppando una chiave di lettura tra minoranze linguistiche e beni culturali nella realtà pugliese attraverso una comparazione con le minoranze linguistiche presenti in tutto il territorio nazionale. “Il convegno e la mostra, ha evidenziato Carmen De Stasio, sono stati organizzati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dal Comune di Brindisi in collaborazione con l’Associazione Culturale “Via Media”, con l’IRAL” e con il CSR. La Mostra gode dell’Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica”. L’ Assessore Comunale Chiantera ha portato il saluto dell’Amministrazione comunale, evidenziando i percorsi culturali messi in cantiere a Brindisi, e la mostra e il convegno sulla cultura Italo - albanese, ha ribadito, rientrano in questa progettualità.
“La mostra, ha sottolineato Pierfranco Bruni, è un percorso costituito da pannelli che raccontano, in sintesi, la storia, la letteratura, l’arte, la musica e la tradizione degli Arbereshe, ovvero Italo – Albanesi in Italia. Infatti delinea, in un racconto pannellare, un itinerario attraverso i codici della storia (grazie anche a tasselli sui personaggi importanti che hanno caratterizzato il mondo italo – albanese) e quelli della tradizione in un articolato disegno che attraversa la civiltà di un popolo”. “La Mostra rientra, ha dichiarato sempre Pierfranco Bruni, in un Progetto che riguarda la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, letterario delle Minoranze etnico – linguistiche in Italia, al quale lavora il Ministero per i beni e le attività culturali – Direzione Generale per i beni librari e gli istituti culturali”. “È un evento di portata nazionale, ha affermato Roberto Burano, che ha impegnato anni di ricerca e di studi con approfondimenti su le comunità attualmente di lingua Italo – Albanese ma anche di paesi che hanno perso la lingua oltre che il rito. Ci sono attività che vanno all’insegna della ricerca e della promozione culturale e questo appuntamento rientra in queste proposte”. “Un Progetto, ha affermato Micol Bruni, che punta a sottolineare l’importanza del patrimonio culturale di comunità che hanno una ricchezza non solo sul piano linguistico ma anche storico. Un Progetto che si è avvalso di una ricerca che ha stabilito un dialogo tra cultura e appartenenza, tra linguaggi e territorio., tra realtà geografiche e modelli culturali proveniente dalle identità dei Balcani. Ciò che maggiormente si è cercato di fare è stato quello di proporre delle tesi non perdendo di vista mai il legame con la storia, la realtà, i documenti”.
Nel corso della serata è stata presentata, dall’Architetto Maurizio Marinazzo, la ricerca: “La Puglia Arbereshe, Grecanica e Franco Provenzale” con saggio introduttivo di Maurizio Fallace, Direttore Generale del MiBAC e con postfazione di Ruggero Martines, Direttore Regionale della Puglia del MiBAC, curata da Micol e Pierfranco Bruni. Marinazzo si è soffermato sull’importanza di tale lavoro richiamando il significato della legge di tutela delle minoranze linguistiche che risale al 1999. “Gli Italo – Albanesi, ha concluso Pierfranco Bruni, sono presenti in sette Regioni dell’Italia e sono estesi in dodici Province. Il percorso che si è voluto tracciare attraverso i luoghi, la memoria, i segni, le voci è un attraversare la cultura Arbereshe grazie ad alcuni aspetti che vengono raggruppati in sezioni. Un itinerario piuttosto didattico che cerca di porre all’attenzione la realtà geografica, la storia, l’arte, la letteratura, l’antropologia, la musica di una civiltà che costituisce, tuttora, un raccordo tra Oriente ed Occidente”. La mostra, dopo Brindisi, dove resterà accessibile sino al 13 febbraio (dal lunedì al sabato, dalle ore 17,00 alle ore 19,00) ritornerà a Roma ospitata nel Complesso dei Dioscuri del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.