Italia-Kosovo » Mantica a Pristina: necessario il dialogo con la Serbia sul Nord del Kosovo
02.02.2010
Italia-Kosovo » Agenzia Balcani

Pristina - L'Italia sostiene l'indipendenza del Kosovo, ma le autorità di Pristina devono dialogare con la Serbia. Lo ha affermato il Sottosegretario agli Affari Esteri Alfredo Mantica, nel corso dell'incontro di ieri con il Premier kosovaro, Hashim Thaci, e il Vicepresmier Hajredin Kuci, volto a confermare l'impegno dell'Italia nel rafforzamento delle istituzioni di Pristina, a pochi giorni dal secondo anniversario dell'indipendenza unilaterale dalla Serbia, il 17 febbraio 2008.Oggi Mantica sarà a Sarajevo, poi a Banjaluka dove incontrerà il Primo Ministro della RS, Milorad Dodik.
"Indietro non si torna, l'indipendenza del Kosovo è un processo irreversibile e la piena sovranità di Pristina è ormai una strada obbligata. Tuttavia la giovane Repubblica balcanica deve evitare di fissare scadenze, di irrigidirsi su alcune posizioni nei confronti della Serbia che potrebbero essere controproducenti". E' questo il messaggio del Governo italiano espresso da Mantica, confermando la posizione ufficiale del riconoscimento del Kosovo, chiedendo però maggiore 'pazienza e dialogo', in particolare nella zona di Mitrovica nel Nord del Kosovo, dove Belgrado mantiene delle proprie strutture. "Bisogna soprattutto evitare quegli episodi di nervosismo visti in passato", ha aggiunto il Sottosegretario, sottolineando l'aspetto incoraggiante della partecipazione della comunità serba alle elezioni municipali dell'autunno scorso. "Se non si smitizza la questione dello status del nord su aspetti concreti della vita dei cittadini, come la gestione dei servizi, la proprietà, la restituzione delle case e la questione dei rifugiati, è difficile andare avanti", ha ribadito da parte sua l'Ambasciatore italiano Michael Giffoni, nonchè inviato ONU per la situazione del Nord del Kosovo.
E' stato anche affrontato il tema della liberalizzazione dei visti per il Kosovo, anch'esso presente nel piano in otto punti per i Balcani, fermo restando che si facciano dei progressi nel rispetto delle condizioni richieste. Da parte sua, il Primo Ministro Hashim Thaci ha ringraziato il governo e il popolo italiano per il sostegno offerto, prima e dopo la dichiarazione di indipendenza, e ora con la sua partecipazione all’EULEX e alla KFOR. "Thaci in questa occasione ha avvisato il Ministro Mantica delle priorità del governo della Repubblica del Kosovo nel 2010, che consistono negli impegni di Pristina nell’adempimento degli standard europei e nel'agenda dell'integrazione europea", riporta una nota del Gabinetto del Primo Ministro. Nel corso dei colloqui sono stati anche individuati gli impegni del governo in materia di sviluppo economico e dell'inserimento degli investitori stranieri. "Siamo alla vigilia del lancio dei progetti di investimento di capitali pubblici, l'autostrada Morine-Merdare, la centrale termoelettrica Nuovo Kosovo, la privatizzazione di Vala, la concessione dell’Aeroporto di Pristina - ha spiegato Thaci - in ognuna di tale opportunità sono ben accolti gli investitori italiani". E' stato inoltre esaminato lo status dell'integrazione delle minoranze secondo il piano di Martti Ahtisaari. "Le elezioni locali in Kosovo sono state con successo, eque, democratiche e multietniche. I sindaci dei comuni con maggioranza serba di queste elezioni hanno il mio pieno sostegno e quello del governo di Kosovo", ha detto Thaci.
Inoltre, Mantica ha concordato con il Viceministro agli Esteri, Vlora Citaku, di avviare dei protocolli, in particolare sulla riammissione degli immigrati clandestini e il rientro dei detenuti kosovari attualmente nelle carceri italiane; sulla protezione degli investimenti italiani e in campo culturale, scienza, scuola, università, anche attraverso l'Unesco. Nel corso della visita il Sottosegretario Mantica ha avuto dei colloqui anche con i rappresentanti delle istituzioni internazionali presenti nel Paese, oltre il Rappresentante speciale del Segretario delle Nazioni Unite Lamberto Zannier, ha incontrato il Capo della missione Eulex, Yves de Kermabon, il comandante della Missione Nato (Kfor) il Generale Markus Bentler. Nel pomeriggio di ieri si è recato in visita al monastero serbo ortodosso di Gracanica, patrimonio Unesco dell'umanità, situato in una enclave della minoranza serba e protetto dalla Kfor. Ricordiamo che l'Italia è impegnata in Kosovo con una presenza di circa 1400 militari schierati nella missione Kfor e altre 180 unità (tra carabinieri, polizia, finanzieri, agenti penitenziari e magistrati) nella missione civile europea Eulex che assiste le istituzioni kosovare nell'implementazione dello stato di diritto (polizia, giustizia, dogane). La Cooperazione Italiana è attiva in numerosi progetti nel settore agricolo, culturale e sanitario. Infine c'è un interesse italiano nelle opportunità che iniziano a prospettarsi nell'economia kosovara.