23.04.2010
Italia-Montenegro » Alketa Alibali

Etleboro
Dalle ore 8.00 del 21 aprile i datori di lavoro possono presentare le domande per i cittadini non comunitari residenti all'estero, entro la quota massima di 80.000 unità. Previste 4.000 unità per lavoro autonomo. La quota riguarda anche lavoratori subordinati stagionali non comunitari di Serbia, Montenegro, Bosnia-Erzegovina, Repubblica ex Yugoslava di Macedonia, Kosovo, Croazia, e lavoratori subordinati stagionali non comunitari dei seguenti Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere accordi di cooperazione in materia migratoria come Albania e Moldavia.

Ha avuto il via questa settimana la campagna del Ministero degli Interni italiano per la raccolta delle domande di ammissione per 80 mila extracomunitari, lavoratori stagionali nell'anno 2010 . Il Governo italiano ha sottoscritto il decreto per l`ammissione dei lavoratori stagionali, con quote riservate ad albanesi, macedoni, serbi, e dunque anche cittadini provenienti dalla regione dei Balcani. Le adesioni verranno raccolte attraverso internet, con il "Click day", o attraverso le agenzie autorizzate dallo Stato italiano. La notizia è stata divulgata dal Ministero degli Interni italiano. Dalle ore 08.00 del giorno 21 aprile 2010, sino alle ore 24.00 del 31 dicembre 2010, i datori di lavoro possono presentare le domande di nulla osta per lavoro stagionale previste dal Decreto Flussi 2010, utilizzando l’apposito programma disponibile per il download all'indirizzo: http://nullaostalavoro.interno.it/Ministero/download .

Vi sono circa 30 mila imprese italiane che hanno fatto richiesta di avere impiegati stagionali, i più richiesti sono albanesi, indiani, marocchini, tunisini e macedoni. Il 17.3% sarà la quota dedicata agli albanesi, che sono i più numerosi, seguiti dagli indiani che saranno il 13.8%, e dai marocchini (12.6%). Ma, oltre agli 80 mila stagionali, il numero è da considerarsi più alto perché ci sono anche 4 mila lavoratori autonomi (professionisti, imprenditori, artisti e artigiani) e altri 2 mila dipendenti che hanno seguito corsi di formazione nel proprio paese d'origine. Di questi 4 mila, fino a 1.500 avranno la possibilità di convertire i permessi di soggiorno per studio e formazione professionale in permessi di lavoro indipendente. Altri 1000 posti verranno riservati ai cittadini libici, nel rispetto del "trattato d`amicizia e collaborazione" sottoscritto tra Roma e Tripoli.

La novità del decreto flussi per il 2010, approvato pochi giorni fa e in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, è la richiesta dei piccoli artigiani. Del numero totale, altri 4 mila posti di lavoro saranno riservato per impiegati che a vario titolo possono essere d'interesse per l`Italia: traduttori, dirigenti, artisti e professionisti qualificati. La condizione fondamentale è che gli impiegati siano provenienti da paesi non membri della UE e che contribuiscano finanziariamente agli investimenti fatti. Intanto, per quanto riguarda gli 80 mila stagionali, vista la lunga trafila burocratica, la Confederazione Italiana degli Agricoltori ha fatto notare che ogni possibile ritardo potrà mettere a rischio la raccolta di vari prodotti agricoli come le fragole nella zona di Verona, le mele nel Trentino o l'uva in Piemonte. Il processo parte per iniziativa del datore di lavoro il quale dovrà registrarsi sul sito del Ministero dell'Interno e compilare dei moduli in cui scriverà i propri dati personali e quelli del lavoratore stagionale che vorrà assumere in Italia. Il datore di lavoro dovrà anche scaricare ed istallare un software dello Sportello Unico per l'immigrazione, compatibile con qualsiasi sistema operativo ed i relativi manuali d`uso.

Alketa Alibali

 



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