Politica » La grottesca integrazione balcanica
30.04.2010
Politica » Michele Altamura

Dopo tante battaglie cade il mito della grande integrazione euro-atlantica dei Balcani, guidata dai valori europei della democrazia. Oggi tutti gli Stati europei fanno a gara per potersi prendere il merito della concessione dei visti ad albanesi e bosniaci, e così conquistare un posto privilegiato nella concorrenza delle gare d'appalto. Contadini e grandi statisti siedono tutti allo stesso tavolo, sponsorizzati da ex ladri galline e tutti si presentano come baluardi di democrazia, conoscitori di scienze sconosciute e di finanze creative .
È la fine di un mito, quello della grande integrazione euro-atlantica dei Balcani, guidata dai valori europei della democrazia. Oggi tutti gli Stati europei hanno a gara per potersi prendere il merito della concessione dei visti ad albanesi e bosniaci, e così conquistare un posto privilegiato nella concorrenza delle gare d'appalto. Le promesse e le date si alternano e cambiano di mese in mese, con giochi di potere e sabotaggi, ma alla fine è pura demagogia. Lo stesso Frattini, giunto a Sarajevo come vincitore dalle grande promesse di integrazione per la Bosnia, è stato costretto a pronunciare queste parole tra denti stretti, ben sapendo che il summit di Sarajevo è fallito prima ancora di cominciare: niente visti, niente riforma costituzionale. Lo stesso caos anche tra Kosovo e Serbia, perché dopo aver detto a Belgrado di essere il primo partner e sostenitore in prima fila, l'Italia dice a Pristina che l'indipendenza kosovara è irreversibile. E' ovvio che è solo finzione, perchè la Serbia tollera questi atteggiamenti ambivalenti solo per motivi economici , e allora tutto cambia, è solo una questione di soldi, di investimenti. Siamo arrivati al punto tale da dire che la chiave dell'integrazione è l'attrattività della regione, è "cosa i Balcani possono dare all'Europa", come per dire che questi Paesi devono convincere Bruxelles sul perché bisogna ampliare l'Unione Europea. Ma è stata l'Europa a venire in queste terre e a convincere i balcanici che devono integrarsi per sentirsi europei e non essere isolati: noi cittadini democratici abbiamo creato nella mente di queste persone la convinzione che per evolvere devono integrarsi. Ed ora, vorremmo che loro ci spiegassero 'cosa possono dare all'Europa'? Ma cosa dà l'Europa a questi Paesi, soldi o debiti?
L'integrazione balcanica è una cosa davvero grottesca, e spiegarlo a chi non conosce i Balcani è spesso difficile. Qui contadini e grandi statisti siedono tutti allo stesso tavolo, sponsorizzati da ex ladri galline e tutti si presentano come baluardi di democrazia, conoscitori di scienze sconosciute e di finanze creative . Dopo tante strette di mano, dopo guerre, tragedie, inganni e tradimenti, siamo giunti al punto che per sostenere la nostra economia dobbiamo vivere di espedienti fatti con criminali rimessi a nuovo e diplomatici che vanno in giro a proporre affari milionari, per poi truffare i governi locali che cadono del vortice degli investimenti strutturali. Tutto fa business, ma sotto ci sono debiti, traffico di cocaina con le auto del Governo: vero o falso che sia, questa è la realtà che potete percepire camminando per i corridoi delle istituzioni. Per poi non parlare delle donnette tutte siliconate, che vestono con abiti griffati, ma sono delle contadine, erano e rimarranno tali nonostante l'abito che ora portano, nonostante lavorino negli uffici diplomatici o sono le segretarie di Ministri. Una categoria che non è certo seconda ai cosiddetti Viceministri, sempre occupati a trafficare su facebook e a molestare le ragazze.
I popoli balcanici vivono ormai con latte e pane, chi ha le Audi non ha però una casa e neanche un buon bagno, perché hanno comprato la loro 'fuori serie' a rate ipotecando la casa. Da non credere ma è così, ipotecano la loro casa per viaggiare, per un week-end, per 'riposare dello stress' accumulato nonostante non lavorino: insomma si tira avanti con i debiti finchè la carta di credito funziona. Tanto si può sempre chiedere una tangente,oppure truffare qualche straniero di turno se la banca ti chiama perché il conto corrente è in rosso. Così i media stranieri si affannano a parlare di "ultranazionalisti", ma se la gente potesse vedere in faccia questi 'estremisti balcanici' capirebbe che i veri criminali di guerra sono chi racconta ancora queste storie. Gridano perché hanno altri interessi da proteggere, pura criminalità, ma questa è un'altra storia. I piccoli delinquenti, gli hooligans e i facinorosi ci sono sempre, possono trasformarsi anche in macchine da distruzione se si nega loro la pensione da 'veterano', ma è tutto qua, non è come dicono.
Per i giornali inglesi e tedeschi, sembra che questi popoli balcanici hanno fatto più storia loro che tutta l'Europa messa insieme, ed è ora quindi che si metta un punto fermo. Anche perché i problemi sono ben altri, parliamoci chiaro. Dopo lo scoppio del caso della Grecia, tutti ora si nascondono e hanno paura, si chiedono che fine farà il loro piccolo mondo se da un giorno all'altro non daranno più credito e le banche falliranno. Ormai sembra che niente è più sicuro, che la festa sia finita e stanno per scomparire le mezze pensioni , gli stipendi usciti dal nulla per viaggiare e non far nulla, magari anche la prostituzione moderna per avere un posto fisso. A Bari si è discusso di macro-regioni, chissà se sarà questo il famoso piano della rinascita dell'area adriatico-ionica, e non lo schema della finanza creativa "ti dò 1000 euro e tu devi comprare per 999 merci anche scadute". Di queste storie ne abbiamo sentite tante, ma sono tutte inconcludenti o pericolose. Le interviste le hanno fatto tutte, le dichiarazioni anche, tutti hanno espresso le loro idee e i loro punti di vista, ma c'è da stabilire i soldi chi li mette e chi li prende.
Michele Altamura