02.07.2010
Società » Biljana Vukicevic

Etleboro

Potreste rischiarare di cadere in un vero e proprio labirinto paradossale balcanico nel cercare di capire quale possa essere il popolo più antico dei Balcani. Ognuno di loro vorrebbe avere il primato, presentando a conferma della propria tesi trattati e manoscritti. Il rischio è sempre quello di fare delle proprie origini storiche una sorta di ideologia che vada a giustificare il predominio di una nazione sulle altre. Questa rappresenta una premessa d'obbligo, prima di andare a toccare un tema altrettanto delicato, che si ripropone in occasione del centenario della scoperta di Vinca, dove il Danubio bacia la fiume Sava. Qui sono stati ritrovati reperti archeologici datati di oltre 8.000 anni , a testimonianza dell'esistenza di insediamenti umani nel luogo in cui oggi sorge la città di Belgrado. Una ventina dei chilometri lontano da Belgrado si estende un terreno  di circa 11.7 ettari in cui si trovano i resti delle più importanti culture in Europa del periodo neolitico, datate tra il  5200 e 4200 a.C.  Le mura dell'antica città, in alcuni punti sono alte fino a 10.5 metri, confermano come in quei luoghi si sia perpetrata una civiltà, lungo questi secoli. “Circa 7000 anni a.C.fa, la penisola Balcanica ha assunto la forma che conosciamo oggi -  racconta il professore della Università di Belgrado ed esperto della civiltà di, Vinca, Nenad Tasic - popolata da un popolo che si estendeva sul territorio di Serbia, Romania, Bulgaria, BiH, Macedonia e Ungheria, mentre aveva dei rapporti anche con altre culture lontane.

 

 

IngrandisciA cominciare dal tipo di vetro prodotto dalle pietre vulcaniche,   analizzato presso l'Università a Berklee, si comincia ad avere una certa immagine di questo popolo. Conosceva la ceramica e le tecniche di decorazione, vivevano in case di  legno, paglia e fango, organizzate con piccole stradine senza i giardini, erano pescatori,  agricoltori, cacciatori, pastori, minatori, tagliatori di pietre. Le loro  case erano ordinate, con il camino,  piatti e vasi di terracotta. Erano anche artigiani, in grado di lavorare metallo, come dimostrato dal ritrovamento di alcuni utensili. Dai minerali producevano vernice cinabro, il solfato di mercurio, che viene utilizzato per ottenere il prezioso ocra rosso, ma anche come medicinale e nei riti di alchimia. Dello stesso colore rosso viene prodotta anche la tintura per i tessuti, poi utilizzati per creare vestiti con lo scollo a 'V'. Le gonne avevano forma tubolare con motivi lineari e quadrati. Amavano ogni tipo di gioielli dalla lavorazione preziosa e ricercata. Dipingevano le loro case, nella maggior parte dei casi con il colore porpora. Scambiavano i loro prodotti con  vari tipi di conchiglie. Non è stato ritrovato però nessun tipo di armi, per cui  il popolo di Vinca non era guerriero ma profondamente pacifico. Non si conosce bene il suo destino, ma secondo alcuni storici la tribù di Vinca è migrata al Sud , sicuramente dopo l'invasione di altre tribù, od integrandosi con gli altri popoli che giungevano nella regione balcanica.

  Un altro mistero lasciato dagli abitanti di Vinca sono i segni incisi su dei  vasi di terracotta che da anni spingono gli esperti serbi e europei, a nuove ricerche per cercare di scoprire  il loro significato.  Il professore antropologo danese Kaj Birchet Smith ha scoperto che la più vecchia scrittura è quella del  4000 a.C. risalente alla città sumerica UR, ma prima ancora vi è l'esemplare del 7000 a.C. di Vinca. Mentre i sumeri avevano 15000 lettere , il popolo di Vinca ne aveva una quarantina, ma ancora non si sa a quale gruppo di popoli appartenesse e che  lingua parlasse. Nuovi scavi archeologici hanno portato alla luce  una casa con un dipinto di una donna, un vero capolavoro della storia dell'arte neolitica. Tra 20 figure trovate nella stessa epoca in Europa, solo a Vinca ne sono state trovate sei. Esistono almeno 600 località che dimostrano l'esistenza di questa civiltà, ma nessuno aveva questo tipo di terracotta., Tra l'altro, nel 7200 a.C.  Vinca era davvero  una metropoli europea in ogni senso, il   top della cultura a quell'epoca.

Il sito archeologico di Vinca si trova a 14 km da Belgrado, nella pianura Panonica, raggiungibile anche con la nave, in un romantico viaggio nel passato.
I primi scavi cominciano nel 1908 da parte del professore di archeologia serbo Miloje Vasic, mentre le nuove ricerche sono state sponsorizzate dall'Isttiuto dell'Impero russo di Carigrad, e dopo la guerra  verso il 1934 vengono fatti degli investimenti sotto la responsabilità di Sir Charles Hyde, editore e stimatore di  archeologia e il giornalismo indipendente da Birmmingham. Nel 1998 ha cominciato a lavorare  il team degli archeologi serbi più famosi, Milutin Garasanin, Nikola Tasic, Borislav Jovanovic, Milos Jevtic, Miodrag Sladisic e Sasa Todorovic. Secondo invece Miljana Radivojevic,ricercatrice presso l'Istitutto di archeologia presso l'University College London, la  prima rivoluzione industriale è avvenuta  nel 7000 a.C. proprio a Vinca, ritrovando resti di  artefatti  in rame, la cui produzione richiedeva un lavoro davvero da esperto.  Quello che è  stato scoperto, sarà presentato fra un mese e possiamo dire che i risultati di questa ricerca si potranno  trovare nei libri di storia fra cinque o dieci anni. Secondo il professore del College London, Tilo Reren,  la cultura di Vinca aveva  sviluppato bene l'artigianato, la tecnologia e una scrittura, forse più antica di quella  trovata in Iraq e Medio Oriente. "Il livello di industrializzazione è talmente  diverso da tutto quello che abbiamo pensato fin ad oggi. A Vinca esisteva una grande cultura e conoscenza della creazione di una invenzione indipendente, ossia un'ascia fata di pietra, motivo per cui si parla della rivoluzione industriale”, spiegha Reren. Il capo lavori nella località di Vinca, Dusan Sljivar conferma che le ricerche hanno avuto inizio nel 1994, in collaborazione con l'istituto per l`archeologia di Londra. Belovode e Ploce sono più grandi insediamenti nella cultura di Vinca, con un grado di elevatezza, visto che hanno fatto della metallurgia una scoperta e poi un'opera di civilizzazione, che ha accelerato lo sviluppo delle culture europee, come conferma Sljivar.  La cultura di Vinca   dimostra quindi che i Balcani sono Europa e tutto questo si può provare guardando con occhi diversi la storia conosciuta finora, e dunque i loro popoli non devono essere più  umiliati perchè “non civilizzati”.


Biljana Vukicevic