Tra i progetti sviluppati in Bosnia, vi è quello della
EducAid, NGO italiana che cura progetti nel settore educativo in vari Paesi, tra cui anche Kosovo, Palestina, Sierra Leone, Somalia, Romania, con lo scopo di rafforzare i sistemi educativi rivolti in particolare a bambini con ogni tipo di disabilità. Tra i suoi consorziati vi è il CEIS (Centro Educativo Italo-Svizzero) e la "Cooperativa Sociale Il Millepiedi" di Rimini e "TANALIBERATUTTI Cooperativa Sociale" di Riccione. EducAid ha curato in Bosnia per più di tre anni il progetto di "Tutela e reinserimento di minori con disabilità fisica e psichica e promozione di imprenditorialità sociale nel territorio della Bosnia Erzegovina", finanziato dal Ministero Affari Esteri Italiano-D.G.C.S., e co-finanziato da Regione Emilia-Romagna e Regione Marche, con il supporto professionale dell'Università degli studi di Bologna, del Consorzio Fuorimargine, dell'Università degli studi delle Marche, dei Ministeri dell'Educazione, Affari Sociali e Sanità, nonché dalle Univesità locali, Istituti Pedagogici, Servizi Sociali. Il progetto ha visto l'organizzazione di vari seminari per gli insegnanti sull'inserimento sociale dei bambini disabili.
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| Maria Montessori, pedagogista e scienziata italiana, madre della teoria pedagogica più diffusa ed utilizzata nelle scuole del mondo. Il metodo montessoriano parte dallo studio dei bambini con problemi e disabilità, per espandersi allo studio dell'educazione per tutti i bambini. |
Se non fosse che, nel periodo in cui il progetto viene implementato nella RS, non esisteva ancora un quadro legislativo che permette ai bambini disabili di essere iscritti in tutte le scuole, e non soltanto quelle speciali. Cominciano così i primi problemi, visto che manca il numero critico di insegnanti per aderire ai corsi di specializzazione di pedagogia avanzata. Il disaccordo tra gli istituti locali e le scuole europee diventa più profondo nel momento in cui si fanno sentire quando vengono emanate le leggi che permettono l'iscrizione dei bambini diversamente abili. Non avendo risorse umane, gli insegnanti hanno cominciato ad incontrare le prime difficoltà nel processo di inserimento dei bambini disabili. EducAid, a quel punto, ha cercato di risolvere il problema con i vari tipi di seminari duranti i quali sono stati offerti dei corsi di specializzazione per gli insegnanti. E' stato organizzato anche uno stage della durata di 20 giorni a Rimini, durante i quali gli insegnanti hanno avuto modo di vedere da vicino il sistema educativo italiano nella Regione dell'Emilia Romagna. Un'esperienza percepita da tutti come positiva, accanto al duro lavoro del
Centro educativo CEIS, che però non è riuscita ad attuare quasi nessun miglioramento nelle scuole della Republika Srpska e di tutta la BIH.
Il divario burocratico tra sistema educativo italiano e quello della Republika Srpska è diventato sempre più evidente, vista anche la mancanza di personale specializzato, considerando che in Italia è prevista la presenza (bene o male) di un insegnante di sostegno. Un problema che è stato sollevato dagli stessi insegnanti, senza però avere un riscontro presso il Ministero della educazione e l'Istituto pedagogico della RS, che hanno così gestito l'intero progetto con una certa irresponsabilità, visto che va a toccare la vita di soggetti molto vulnerabili. Così, per aiutare un po’ gli insegnanti a reperire e produrre il materiale educativo e per altre problematiche è stato aperto il Centro documentazione come parte dell'Istituto pedagogico a Banjaluka, che dopo anni nessuno vuole più finanziare ormai. La struttura così rimane sempre ferma non offrendo più nulla di quello per cui era stata immaginata. Gli insegnanti sono ancora soli senza nessuna specifica professionalizzazione e devono combattere problemi come autismo, disabilità mentale, epilessia, e seguire contemporaneamente le classi nella RS, che sono circa 25. Tra l'altro, lo stesso Ministero non ha pensato alla possibilità che gli insegnanti disoccupati potevano essere impiegati come docenti di sostegno nelle classi con bambini o ragazzi disabili. Nei fatti, il progetto dell'inserimento sociale della EducAid finisce, lasciando gli insegnanti con più problemi di prima, perché sono stati aperti degli squarci senza avere attorno a sé il contesto ambientale adatto ad accogliere le novità. Tutto questo poi ignorando quanto già esisteva prima dell'arrivo dei progetti europei, come ad esempio degli istituti di assistenza per bambini disabili efficienti e comunque adatti ad accogliere casi problematici, non ancora pronti per l'inserimento in un sistema scolastico che è già in affanno.
Tuttavia, il caso più esemplare è il progetto del
Center for Civic Education, centro americano l'educazione civica di docenti e bambini. Il progetto parte infatti dall'abc, e dunque cosa significa “democrazia”, "legge" e "progetti sociali". Così dopo anni di seminari, training, certificati e attestati di professionalizzazione, viene inserito nel sistema educativo della BIH la materia denominata “democrazia”, da un progetto di collaborazione del Ministero dell'educazione, dell'Istituto pedagogico e dell`ambasciata americana. Cosi “
Project Citizen” diventa il progetto americano incorporato nel sistema di istruzione della BiH. Sembra più importante che i bambini sappiano cosa significa democrazia, che aiutare un bambino con gravi problemi di salute.
Civitas BiH NGO, organizzazione della Bosnia fondata nel 1996 con il supporto del Centro per l'Educazione civile, del Consiglio d'Europa e dell'Agenzia USA per informazione. Il fatto interessante è che Civitas è l'unica NGO diventata membro del Consiglio amministrativo per l'educazione europea (EISB), a cui potevano accedere solo i membri delle organizzazione di OSCE, CEE, Banca Mondiale, UNICEF, OHR. Non bisogna riflettere molto per immagine chi sta dietro CIVITAS e come sia stato possibile per una NGO entrare nel sistema educativo di uno Stato, mentre le piccole ONG italiane sono state messe da parte, non riuscendo ad imporsi ad altri, nonostante avessero promosso un'iniziativa più utile alla società. Sono stati messi da parte anche gli insegnanti della BIH, che sono sempre più poveri e sempre più dipendenti rispetto ai pochi utili progetti che di rado giungono: a loro non resta che imparare gratis cosa significa "democrazia".