29.07.2010
Notizie dai Balcani » Michele Altamura

Banjaluka - Le minacce velate del Commissario Europeo Catherine Ashton non sono altro che un bluff, un modo per far circolare delle informazioni e verificare le reazioni sia nei Balcani e nell'UE stessa. Le conseguenze di tali intimidazioni verso la Republika Srpska sono imprevedibili, come  imprevedibili sono le reazioni della politica fondamentalista di Sarajevo, e chi crede di risolvere le situazioni di crisi o di impasse con i poteri di Bonn si sbaglia. In passato non sono serviti a nulla, e a nulla servono le parole della Ashton. La politica lobbista di aggressione e colonizzazione, nonchè di diffamazione, ha dimostrato che si possono creare degli eroi e delle vittime, ma nel lungo termine si rivelano strategie inefficaci. La stessa Europa è divisa al suo interno e ha già dato prova della sua inadeguatezza nell'affrontare le crisi che colpiscono i Paesi membri, il caso della Grecia valga per tutto. Oggi pubblicamente Atene lascia intendere che sarebbe disposta a risolvere in prima persona la questione del Kosovo, dietro il sostegno 'finanziario' della comunità internazionale. C'è chiedersi allora perché sono state combattute tante guerre e perché sono stati spesi tanti soldi sulla questione balcanica, perchè sono morti i nostri soldati. Per una guerra di pace, oppure perché ad un certo punto si devono chiudere gli occhi e far passare non un clandestino, ma migliaia?Che dire Signora Baronessa, c'è chi per mestiere accende un cero, e chi per mestiere lo spegne.


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