30.07.2010
Economia » Silvia Vicari

Etleboro
La Polonia, secondo l'indice di fiducia elaborato dalla AT Karney, è il sesto paese al mondo e il secondo in Europa in termini di attrattiva per gli investitori stranieri, si legge su "Gazeta Wyborcza". Dati alla mano, dallo scorso anno il valore degli investimenti stranieri diretti nel paese è aumentato del 75%. Secondo la NBP, alla fine di maggio 2010, tale giro d’affari ammontava a 5,1 mld di euro.

"La Polonia sta cominciando a ricostruire la propria posizione così come essa si presentava prima della crisi; ma per vedere dei risultati concreti bisognerà attendere la stabilizzazione che non si avrà prima dei prossimi quattro o cinque anni", ha affermato Iwona Chojnowska-Haponik, dell’Agenzia polacca per gli Investimenti Esteri. Grazie anche all’aiuto della PAIiIZ – società partner per le imprese straniere che entrano nel mercato polacco, in particolare attraverso investimenti diretti – quest’anno sono già 29 gli investimenti esteri conclusi in Polonia, per un valore di circa 377 mln di euro e 6000 posti di lavoro per la manodopera polacca. I principali paesi che fanno affari nel paese sono Stati Uniti, Gran Bretagna e Sud Corea. In crescita risulta il numero di investitori provenienti dai paesi asiatici, in particolare dal Giappone. Cambia anche la tipologia degli investimenti. La Polonia non è piu semplicemente la location perfetta dove collocare fabbriche di assemblaggio o simili. In altre parole, è in crescita il numero d’investimenti nel settore dei servizi e, parallelamente, si riduce la quantità di risorse destinate alla produzione. In particolare, circa un quarto di questo nuovo giro d’affari, scrive "Gazeta Wyborcza", richiede personale specializzato e produce apparecchiature di alta tecnologia. Un primo esempio di questo tipo di investimento deriva dalla Nuctech che nella città polacca di Kobyłka ha fondato la sua prima azienda fuori dai confini cinesi. Nella fabbrica, che fattura 25 mln di euro l’anno, si producono apparecchiature per contenitori di screening con l'uso di tecnologia nucleare.

Sempre più aziende, poi, spostano i loro 'department for business' in Polonia (per esempio HP tiene la propria contabilità finanziaria a Wrocław). Grazie alla Sea Invest, che ha investito 40 mln di euro per costruire un moderno terminal di movimentazione di carbone e minerali, il porto nord di Danzica potrà presto diventare il punto strategico principale per la gestione del Baltico. Si stima che l'attuazione di tutti i 142 progetti supportati dalla PAIiIZ creeranno circa 33 mila posti di lavoro. Ma cos’è che attira quest’enorme mole di capitali esteri? Secondo Rafał Baniak, Sottosegretario all’Economia, si tratta di una serie di fattori concomitanti: una crescita del PIL tra le più veloci d’Europa per quest’anno ed il prossimo, una progressiva dimunuzione dell’inflazione e della disoccupazione, aumenti salariali generalizzati, il tutto accompagnato da una crescita sostenibile degli investimenti in infrastrutture. Baniak rintraccia, inoltre, nell’efficienza delle politiche del lavoro e nella stabilità del sistema bancario le direttrici fondamentali che portano a convogliare in Polonia l’interesse degli investitori esteri. La Camera di Commercio Americana, dal canto suo, se da una parte, evidenzia la qualifica spesso eccellente dei lavoratori polacchi e la posizione favorevole della Polonia in Europa, dall’altra, critica la qualità delle strade, i collegamenti ferroviari ma anche, e soprattutto, una burocrazia e un sistema fiscale che definisce opachi. Fatto sta che la mole di investimenti continua a crescere e da più parti si stima che il futuro economico e finanziario della Polonia sarà sempre piu roseo. Inoltre, per attirare ulteriori capitali esteri, il Ministero dell’Economia non perde tempo, lavorando assiduamente su numerosi emendamenti legislativi riguardanti speciali settori economici.

Silvia Vicari