Slovenia » Al via al referendum per l'Accordo Pahor-Kosor
04.05.2010
Slovenia » Srdjan Spremo

Via libera definitivo al referendum per decidere dell'Accordo di arbitrato con la Croazia. E' quanto deciso dalla Camera di Stato, chiamata ad esprimersi sull'organizzazione del referendum per la legge di ratifica dell'Accordo di arbitrato, come strumento di soluzione del contenzioso confinario tra Lubiana e Zagabria. Si andrà al voto il 6 Giugno.
D'accordo sul ricorso alle urne, sia le forze politiche al potere che l'opposizione, ma per motivi opposti: i partiti in seno alla maggioranza sono favorevoli al referendum per il Sì definitivo all'Intesa sull'arbitrato, mentre l'opposizione si appella all'elettorato per il No, invitando appunto la cittadinanza a respingere l'Accordo siglato a Stoccolma dai premier Borut Pahor e Jadranka Kosor il 4 novembre 2009. A votare a favore dell'iniziativa referendaria - presentata peraltro dagli stessi deputati alla Camera di Stato - 78 deputati, mentre in Aula, al momento della votazione, erano presenti 82 parlamentari. Il leader del Partito democratico, all'opposizione, Janez Jansa, è tornato ad attaccare l'Accordo di arbitrato, definendolo dannoso per gli interessi nazionali (minaccia gli interessi economici e la sovranità della Slovenia, seminando discordia tra la popolazione). Per Jansa, neppure la compagine al Governo, crede realmente che Lubiana possa trarre un vantaggio significativo dall'Accordo Pahor-Kosor. L'ex premier ha attaccato poi la ratifica dell'Accordo, definendola incostituzionale, essendo stata approvata dalla Camera di Stato con la maggioranza semplice e non con la maggioranza dei due terzi, come chiesto dall'opposizione.
Accuse respinte dal presidente della Camera di Stato, Pavel Gantar, che ha ricordato il parere giuridico dell'esperto Miro Cerar, secondo il quale l'Accordo è stato accolto seguendo un iter appropriato. Di parere completamente opposto è anche il premier Borut Pahor, per il quale, in questo momento, l'errore più grave che la Slovenia potrebbe commettere, è mandare all'aria l'Intesa, aprendo in tal modo la strada a conflitti politici imprevedibili. Per Pahor, infatti, sarebbe un errore grossolano se il contenzioso confinario tra Lubiana e Zagabria dovesse rimanere ad una situazione di stallo, come quella attuale, oberando ulteriormente i rapporti tra i due Paesi. Per il momento è comunque "poco probabile" che l'Accordo possa essere bocciato e che si debba tornare a discuterne tutto l'inizio. L'opinione pubblica slovena, almeno stando ai sondaggi, sembra essere favorevole all'Intesa, con l'istituzione di un organismo composto da cinque arbitri che avranno il compito di tracciare la linea di confine in via definitiva.
Srdjan Spremo