Disoccupazione e crisi sociale minacciano la Carinzia slovena, crisi paragonabile all'affondamento della Mura, fabbrica tessile, ex simbolo dell'industria jugoslava, nel Pomurje. Sono 1.300 le persone, infatti, che rimarranno in strada, dopo la decisione di avviare la procedura fallimentare alla Prevent Global.
La decisione di avviare la procedura fallimentare è stata comunicata oggi (30. Luglio) dai dirigenti della Prevent Global, società che produce componenti per automobili. 1.260 persone rimarranno senza lavoro, soprattutto nella Carinzia slovena, mentre è ancora incerto il futuro delle altre società affiliate. La decisione di procedere ad una misura drastica quale è appunto il licenziamento, è stata presa dopo i tentativi andati a vuoto per ottenere una partnership strategica, con l'acquisizione di nuovi ordini. Incerto frattanto il pagamento delle retribuzioni per il mese di Giugno, mentre ai dipendenti non sono ancora stati versati nemmeno i contributi per un ammontare pari a due mesi di lavoro.
Nel contempo i lavoratori, assieme ai sindacati, annunciano una manifestazione di protesta per la giornata di lunedì (2. Agosto), mentre il presidente del Consiglio d'amministrazione, Renato Krajnc, ha già incontrato il premier Borut Pahor e il ministro all'Economia, Darja Radic, per esaminare una soluzione in extremis. »Il tempo stringe - specifica Pahor contribuendo a far tenere alta la soglia del pericolo, alimentando comunque una minima speranza di salvezza -, la procura a trovare un partner in grado di salvare i posti di lavoro, garantendo un profitto certo, sta scadendo«. Ricordiamo ancora che è da tempo che la Prevent Global affronta difficoltà finanziare, con un debito di diverse decine di milioni di euro. Tempo fa si era parlato anche di una possibile chiusura degli impianti a Slovenj Gradec e del trasferimento della produzione dalla Slovenia al Canada o in Ungheria. Nel Dicembre 2009, sulla scia di uno sciopero, con il quale i dipendenti avevano manifestato la propria preoccupazione sulle sorti dell'Azienda, a rassegnare le dimissioni era l'allora presidente Ivan Majcen.