14.11.2014
Intelligence

Etleboro

Roma - La cannibalizzazione delle  multinazionali, che hanno fatto di un metodo di studio un prodotto di marketing da vendere a 'caro prezzo' ai pochi privilegiati,  deve essere contrastata restituendo alle piccole imprese il diritto all'informazione oggettiva e scientifica. E' questo quanto affermato da Michele Altamura, fondatore della Etleboro ONG e responsabile del progetto dell'Osservatorio Italiano, nell'intervista rilasciata per la rivista economica marocchina "L'Observateur du Maroc". Nelle sue parole, Altamura lancia un vero e proprio messaggio di sfida alle grandi società di consulenza e di informatica, che attraverso i loro software stanno lucrando sul diritto di informazione delle imprese,  con tecniche di concorrenza sleale e attacchi asimmetrici. "I privati hanno utilizzato per molto tempo lo Stato per introdurre leggi senza alcuna consultazione con la società civile, mentre la politica utilizza i privati per fare propaganda e celare la corruzione. Entrambi hanno fatto dell'intelligence economica uno strumento di potere e non un metodo di conoscenza - afferma Altamura nella sua intervista, continuando -. Per difendersi dagli attacchi asimmetrici e non convenzionali dei gruppi di interesse, gli Stati devono creare necessariamente delle commissioni cibernetiche permanenti, che dovranno così controllare le attività delle multinazionali, in collaborazioni con le Università, le associazioni e le piccole imprese. Dovranno essere seguite, attentamente, tutti i movimenti sui brevetti e le dinamiche di monopolio dell'informazione", conclude Altamura.

 

 L'Observateur du Maroc -  14-20 novembre 2014


Una formica che lotta con i grandi. Nella sua prefazione, "L'Observateur" annuncia come l'Osservatorio Italiano, dopo la sua affermazione nei Balcani, si prepari a tessere la propria Tela nel Maghreb. Il redattore evidenzia come questa organizzazione costituisca "un organo inedito di monitor e di intelligence economica alternativa", un "piccolo laboratorio, uno strumento di difesa e di informazione delle PMI". Il nostro lavoro viene inoltre definito come quello di una "formica" che riesce a competere con grandi sfide, con capacità di scegliere e colpire i propri bersagli, e le cui armi sono "informazione precisa, anticipazione ed esperienza tecnica".  Lavorando in grande discrezione - scrive l'Observateur - l'Osservatorio Italiano sta lottando a fianco delle imprese nelle cause di anatocismo e abusi bancari, fornendo un importante strumento per la preparazione delle perizie e il calcolo degli interessi passivi, come anche delle aziende che operano all'estero e sono maggiormente esposte agli attacchi dei competitor. Viene così citato il caso de La Distributrice, e quindi la sua vittoria nei confronti del Governo croato, condannato a riconoscere i crediti connessi alle risorse profuse a favore dello stabilimento croato. Annuncia, inoltre, la nuova sfida per la tutela del 'Made in Italy' dai tentativi di contraffazione, con un sistema di monitoraggio e di segnalazione nella regione dei Balcani, e presto anche nel Maghreb. Qui costruirà, infatti, una Tela di relazioni, che farà da ponte tra le piccole imprese italiane e quelle marocchine. L'Osservatorio Italiano - conclude l'Observateur - "dà così inizio la democratizzazione dell'intelligence economica", contribuendo alla creazione di una struttura responsabile, di contrasto alle multinazionali e alle grandi aziende, che impongono regole aggressive e predatorie.